SQUALI TORO

i grandi squali toro

Questo tipo di squalo è facilmente riconoscibile grazie alla sua colorazione grigio-beige, spesso contraddistinta da macchie brune. Raggiunge una lunghezza massima di 3 metri e 20 cm. La sua bocca resta quasi sempre semiaperta,  presenta denti lunghi e sottili vistosamente sporgenti. Vive vicino alla  costa, in acque basse, si mantiene vicino al fondo, ma lo si può vedere anche in superficie o a mezz’acqua, soprattutto di notte, mentre si sposta a nuoto lento.

In Mediterraneo è segnalato ovunque, soprattutto in Sicilia. Lo si può incontrare anche nell’Oceano Atlantico, Indiano e Pacifico. Questi splendidi esemplari di appena 13 anni di vita, si muovono lentamente tra  rocce e una miriade di pesci, quali saraghi, orate, carangidi, pesci balestra e cernie. Il loro nuoto, lento ma poderoso, denota una certa maestosità, ciò nonostante i loro vicini con cui condividono l’ambiente non sembrano affatto spaventati.


Gli squali, a causa di una digestione estremamente lenta, si nutrono molto poco, e i pesci con cui condividono la vasca non sono il loro cibo. All’Acquario il cibo viene dato loro 3 volte alla settimana :  mercoledì - venerdì - domenica. In questi anni gli squali ci hanno insegnato non solo che mangiano poco ma anche che sono molto selettivi nella loro dieta. Alcuni di loro, infatti, saltano il pasto del lunedì e del mercoledì, per abbuffarsi il venerdì di sgombri, un pesce più saporito. Durante il pasto, per limitare le competizioni interne alla vasca, lo staff dell’Acquario imbocca tramite un apposito bastone ogni singolo squalo monitorando così anche la loro dieta.
 

La differenza tra maschi e femmine negli squali è molto evidente: i maschi sono provvisti di due pinne arrotolate, presenti nella zona ventrale dietro le pinne pelviche, che corrispondono agli organi genitali, gli pterigopodi.
 

La forma del corpo degli squali può essere correlata al loro modo di vivere. Uno squalo ha generalmente un corpo snello ed idrodinamico, con muso e pinne pettorali allungate. Nella maggior parte dei casi la pinna caudale (la coda) ha il lobo superiore più lungo di quello inferiore. A differenza dei pesci ossei, dotati di vescica natatoria, lo squalo ha sviluppato un fegato di grosse dimensioni ricco di olio, che aumenta la spinta positiva garantendo una maggiore  galleggiabilità. Fondamentale, poi, la sostituzione dello scheletro osseo con quello cartilagineo, che oltre ad essere più leggero, presenta, anche, il vantaggio di una maggiore elasticità.
La pelle degli squali, a differenza degli altri pesci, non è ricoperta di scaglie, ma è composta di denticoli dermici, che la rendono simile a carta vetrata.

Un vantaggio, attribuibile alla disposizione dei denticoli modificati, potrebbe essere quello di rendere lo squalo idrodinamico e più "silenzioso", con intuibili vantaggi nella caccia. La loro caratteristica peculiare, è la capacità di percepire i campi elettrici, grazie alle Ampolle di Lorenzini, minuscoli forellini, visibili a occhio nudo particolarmente abbondanti nella regione del capo. Le ampolle, piene di una gelatina conduttrice, sono in comunicazione con terminazioni nervose, che permettono di distinguere sia i campi elettrici che i campi magnetici.

I denti degli squali sono, in genere, compressi, triangolari, con una o più cuspidi e con margini taglienti, lisci o seghettati. Privi di radice, non sono inseriti negli alveoli delle mascelle, ma sono  semplicemente infissi nel tessuto connettivo della gengiva. Sono disposti in varie file, la prima delle quali è funzionale, mentre le altre sono in crescita; il loro processo di formazione è continuo. Una fila può essere sostituita in 2-3 settimane; ogni dente può durare circa 1 anno. Contrariamente a quanto si crede gli squali hanno una vista ben sviluppata.

Gli occhi sono strumenti complessi e molto evoluti. La loro pupilla può restringersi o allargarsi, regolando la quantità di luce in entrata; nella retina sono presenti sia i bastoncelli (cellule per la visione in penombra) sia i coni (cellule che consentono di distinguere i colori), la distribuzione di queste cellule varia a seconda degli squali e delle loro abitudini.

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