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NASCE INFO POINT TARTARUGHE IN ADRIATICO

novità 2015

Il primo punto informativo per conoscere le tartarughe marine e le minacce che ne mettono a serio rischio la sopravvivenza.
Nell’ambito del progetto Tartamica di “Salva una specie in pericolo” che l’Acquario di Cattolica, porta avanti a favore di specie in via di estinzione,  il 5 Giugno 2015 nasce Info Point “Tartarughe in Adriatico” all’ interno del percorso blu.

E’ il primo punto divulgativo in Italia, realizzato grazie alla collaborazione con la Fondazione Cetacea Onlus di Riccione, riconosciuta come il più grande centro dell’Adriatico e riferimento delle Regioni Marche ed Emila Romagna per l’ospedalizzazione, il recupero e la riabilitazione degli esemplari di tartarughe in difficoltà.

L’Acquario e la Fondazione Cetacea onlus attraverso Tartamica - l’Info point “Tartarughe in Adriatico” vogliono far conoscere al grande pubblico, le caratteristiche delle tartarughe marine, le difficoltà che affrontano in Mediterraneo, le modalità di ospedalizzazione in Emilia Romagna e Marche, come ricevere informazioni sulle pratiche di pesca responsabile e rispettosa per l’ambiente, i progetti di conservazione come Tartalife, con la possibilità per  il pubblico anche di poter  seguire l’iter di guarigione delle tartarughe e il successivo rilascio in mare  da parte dello staff della Fondazione, degli esemplari che si sono spiaggiati  sulle Coste Adriatiche. 

Nella giornata di inaugurazione del progetto sarà rilasciata in mare la tartaruga LIA, dopo mesi di cure presso la Fondazione Cetacea onlus.
Il rilascio di LIA, un esemplare di tartaruga marina, segna l’avvio di questa nuova collaborazione  tra  Acquario di Cattolica e la Fondazione Cetacea onlus.

LIA, così battezzata dai responsabili di Fondazione,  è una femmina con un carapace lungo 68 cm di 38 kg di peso, pescata con rete a strascico dalla motonave RIMAS di Cesenatico al largo di Ravenna. E’  arrivata lo scorso mese  di  febbraio presso la sede della Fondazione Cetacea onlus, per  un principio di annegamento, dopo le prime pratiche di pronto soccorso in questi casi ( l’animale va tenuto fuori dall’ acqua per 48 ore, in posizione inclinata per far defluire acqua dai polmoni) è stata ospedalizzata nelle vasche di stabulazione, del Centro di recupero della Fondazione, si è ripresa abbastanza velocemente ed è pronta per il reinserimento in Adriatico.
L’Adriatico e in particolare la sua zona più settentrionale,  è una tra le più importanti area di alimentazione e crescita delle giovani tartarughe marine comuni (Caretta caretta) in Mediterraneo. Questa specie è ad oggi a rischio estinzione anche a causa delle catture accidentali di circa 130 mila esemplari che ogni anno avvengono durante l’attività di pesca con circa 40 mila decessi.

Il TARTALIFE

Fortunatamente, sono  molti  anche i progetti di conservazione di questa specie sostenuti dalla comunità europea, uno di questi è il  TARTALIFE,  divulgato all’ interno dell’Info Point.  E’ un progetto Life+ guidato da CNR-ISMAR, volto alla salvaguardia delle tartarughe marine in Mediterraneo, al cui finanziamento partecipano il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali italiano e la Regione Marche e che vede, tra gli altri, Fondazione Cetacea come partner.
IL TARTALIFE ha l’obiettivo di ridurre la mortalità delle tartarughe nelle attività di pesca attraverso l’adozione di attrezzi da pesca più selettivi e la diffusione di pratiche di primo soccorso dopo la cattura. Il progetto coinvolge direttamente i pescatori, che hanno una grande responsabilità: accettare la sfida di una pesca responsabile per salvaguardare l’ambiente. Anche i consumatori possono incentivare l’utilizzo di attrezzi meno invasivi per le tartarughe con la scelta di prodotti ittici pescati con questo tipo di strumentazione meno pericolosa.

Nell’ Info Point  “Tartarughe in Adriatico” i visitatori  possono rendersi contro dei pericoli che in mare affrontano le tartarughe, infatti all’ interno di una vasca è stata  riprodotta una tartaruga in situazione di pericolo costruita da ami  e reti,  alcuni strumenti da pesca  efficienti e al contempo utili per la conservazione delle specie in pericolo. Ad esempio  è visibile il T.E.D. ( Tartle Escluder Device), una griglia cucita all’interno della rete a strascico che ha il compito di sbarrare la strada alle tartarughe ma non al pesce, una specie di sportello che diventa una via d’uscita per gli esemplari che entrano accidentalmente nella rete a strascico. Si possono conoscere gli ami circolari,  la cui conformazione rende più difficile l’ingestione dell’amo da parte della tartaruga  e più facile un’eventuale rimozione. I dissuasori visivi, che se applicati alle reti da posta possono tenere lontane le tartarughe evitando un impatto mortale per questi animali. Le nasse di nuova generazione, che hanno una struttura tale da rendere molto più difficile l’entrata in rete di una tartaruga rispetto a quelle attualmente in uso.

Un altro strumento importante per la conservazione delle tartarughe descritto è il centro di recupero, soprattutto per ridurre la mortalità post cattura e per la diffusione di informazioni su questi animali al grande pubblico.


LA FONDAZIONE CETACEA ONLUS

Fondazione Cetacea onlus a Riccione è un importante centro di divulgazione, di sensibilizzazione ambientale e di recupero,  soprattutto fondamentale per la conservazione e per ridurre la mortalità delle  tartarughe. E’ specializzata nella cura e nella riabilitazione delle tartarughe marine, trovate in difficoltà spesso a causa delle attività umane.

Il suo centro di recupero a Riccione in una ex colonia marina si sviluppa su un'area di oltre 800 metri quadrati ed è il punto di riferimento per l’ospedalizzazione degli esemplari recuperati dalle  reti regionali per la conservazione delle tartarughe marine di Emilia Romagna e Marche e può ospitare fino a 24 tartarughe (in casi eccezionali fino a 34) in vasche di cure e stabulazione alimentate con acqua di mare in circuito chiuso.

Durante la permanenza in questi ambienti, gli animali sono tenuti sotto costante osservazione, per verificare se hanno riacquistato la necessaria autonomina per il loro ritorno in mare. Parallelamente sono monitorate le variazioni di peso e taglia, l’attività alimentare ed i valori del sangue.

Numerosi sono poi gli studi incentrati sulla biologia, fisiologia ed ecologia di questi rettili marini. Di particolare rilievo ed interesse quelli che, grazie all'utilizzo di nuove tecnologie, quali trasmettitori satellitari, stanno mettendo in luce aspetti della vita di questi animali ancora poco conosciuti. Grazie a questi strumenti è possibile osservare le rotte delle tartarughe curate e rilasciate da Fondazione Cetacea.


TARTAMICA

Il progetto  Tartamica contribuisce attivamente alla tutela delle tartarughe marine dando visibilità  al centro di recupero e alle attività della Fondazione Cetacea onlus.

L’iniziativa  si inserisce  nel più ampio contesto  di www.salvaunaspecie.it.
“SALVA UNA SPECIE IN PERICOLO”, nato all’ Acquario di Cattolica per contribuire attivamente al sostegno di programmi nazionali e internazionali con l’obiettivo di valorizzare e sostenere tutte quelle realtà selezionate che si impegnano concretamente nella tutela e nella salvaguardia delle specie minacciate, oggi è sposato da tutti i parchi del gruppo Costa Parchi Edutainment: Acquario di Cattolica , Oltremare e Italia in Miniatura.  

“SALVA UNA SPECIE IN PERICOLO”, oltre le tartarughe marine,  sostiene anche altri progetti che attualmente riguardano testuggini palustri, squali,  pinguini di Humboldt,  storioni,  delfini, api e fenicotteri.

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