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riproduzione degli squali

data 16.05.2011

I metodi riproduttivi degli squali vanno dalle SPECIE OVIPARE, che depongono uova grandi e ben protette, alle SPECIE VIVIPARE che si dividono in PLACENTATE e APLACENTATE.
Il maschio possiede due organi copulatori pari, i pterigopodi, che consistono in estensioni cilindriche del lembo posteriore delle pinne pelviche. Nella copula solo uno dei due pterigopodi è ruotato di 90° rispetto all’asse longitudinale del maschio, per migliorare la sua capacità di penetrazione e nello stesso tempo consentire il riempimento d’acqua di un’apposita sacca sottopelle, il sifone. Durante la copula il maschio afferra la femmina mordendola sul dorso o sulle pinne, e per questo motivo in molte specie la pelle della femmina è molto più spessa di quella del maschio. A penetrazione avvenuta, la contrazione dei muscoli, che controllano il sifone provocano un energico getto d’acqua che convoglia il liquido seminale attraverso il pterigopodio nella cloaca della femmina. In alcune specie come Cetorino e Verdesca gli spermatozoi sono raccolti in capsule, dette spermatofori. È all’interno della ghiandola Nidamentale che avverrà la fecondazione. Una delle caratteristiche salienti della loro riproduzione, come detto già sopra, è la completa assenza di cure parentali, poiché non esiste alcun tipo di rapporto tra i piccoli e i loro genitori, dopo la nascita. La madre, prima della nascita, si cura di scegliere località opportune per la sopravvivenza dei suoi piccoli, sia scegliendo i substrati migliori per la deposizione nel caso delle specie ovipare, sia recandosi prima del parto in particolari zone dette “nurseries” nel caso di quelle vivipare. In alcune specie queste funzioni sono sincronizzate per le femmine fecondate di un’intera popolazione, il che porta a frequenti fenomeni di segregazione per sesso ed età. In conclusione, si può dire che la straordinaria modernità dei modelli riproduttivi degli Elasmobranchi, in grado di produrre prole in numero limitato ma molto sviluppata per destreggiarsi fin dalla nascita in un ambiente ostile come quello marino, è stata una delle caratteristiche che ne hanno garantito il successo e la durata. Questa stessa caratteristica comporta un tasso riproduttivo non elevato e una maturità sessuale tardiva, che rappresenta in questi ultimi decenni un pessimo adattamento al prelievo non controllato da parte dell’uomo e un motivo di preoccupazione per la loro sopravvivenza. Oggi, gli squali sono pescati selvaggiamente dai pescherecci orientali, nei mari di tutto il globo, per le loro pinne, utilizzate nella famosa zuppa di “pinna di pescecane”. Le pinne dello squalo Mako sono tra le più ricercate e consumate in Cina, Giappone, Malesia, Singapore e probabilmente anche in India, Stati Uniti, Germania, Emirati Arabi Uniti. A Hong Kong, dove le pinne di squalo sono classificate per gradi di qualità, quelle del Mako sono considerate di qualità migliore, insieme con quelle dei Pesci Martello (Sphyrna sp.) e della Verdesca (Prionacae glauca).
 

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